Analisi delle ricerche, 5 idee per aumentare le conversioni

Come utilizzare il tool di Search Console per l'analisi del traffico organico

Analisi delle ricerche, un tool all’interno della piattaforma di Search Console (per intenderci il vecchio Google Webmaster Tool), può essere utilizzato con successo per analizzare in maniera approfondita il traffico verso il proprio sito web e così puntare ad aumentare le conversioni. Grazie ad Analisi delle ricerche è infatti possibile analizzare 4 diverse tipologie di dati (click, impressioni, posizione e CTR) raggruppando e filtrando in diversi modi (data, dispositivo, query, pagina e così via).

Un buon consulente SEO saprà poi interpretare nel modo più corretto i dati ricavati al fine di aumentare il CTR e produrre le necessarie conversioni.

Vediamo dunque alcune strategie ed esempi pratici per riuscire ad individuare i “punti deboli” del nostro sito e correre immediatamente ai ripari.

1.Come trovare idee e spunti per nuovi contenuti: analizzando la schermata relativa alle query di ricerca è possibile individuare facilmente parole chiave con un cattivo posizionamento ma un buon volume di ricerca. È possibile intervenire su queste query, migliorandone il posizionamento e riuscendo così a contare su una fonte di traffico aggiuntiva. È bene tener presente, però, che il numero di impressioni non sempre coincide con il volume di ricerca. Per trovare, quindi, le chiavi più prolifiche è indispensabile affidarsi ad un tool di analisi keyword (si può utilizzare, per esempio, SEMrush o Google AdWords), così da individuare un set di parole chiave ottimali. A questo punto è possibile creare nuovi contenuti ad hoc, ottimizzati in base alle query individuate.

2.Come trovare contenuti da migliorare grazie all’ottimizzazione on site: analizzando la schermata relativa alle pagine più visitate, si possono facilmente individuare le pagine con un basso CTR, ovvero un basso rapporto tra click e impressioni. Tale percentuale (click-through rate) rappresenta una misura della popolarità del risultato di ricerca. Se, a fronte di un alto numero di impressioni, si ottengono pochi click è necessario agire di conseguenza migliorando tale valore. Dopo aver selezionato la pagina di nostro interesse, quindi, clicchiamo su query in maniera tale da visualizzare le parole chiave che hanno portato traffico alla pagina precedentemente selezionata. Bisogna agire sulle parole chiave che hanno un cattivo posizionamento, per esempio decidendo di migliorare lo snippet (titolo, URL e descrizione), oppure intervenendo sul testo (estendendolo in maniera tale da includere la parola chiave di nostro interesse) oppure scegliendo di aumentare i link in entrata verso l’URL (link building).

3.Come confrontare query di ricerca per decidere su quale puntare: ogni pagina del nostro sito (blog, e-commerce o altro ancora) dovrebbe essere ottimizzata in base ad una ben precisa parola chiave. Utilizzando il confronto tra query, è possibile mettere a confronto i dati relativi al posizionamento e al CTR di due parole chiave simili tra loro, così da decidere quale sia la migliore e agire di conseguenza ottimizzando i contenuti testuali in base alla chiave più opportuna.

4.Come individuare i contenuti che funzionano meglio da mobile: il traffico da mobile (cellulare e tablet) è sempre più consistente, rispetto al traffico da desktop. Può essere utili quindi verificare quali sono le pagine che ottengono maggiori visite da mobile. Cliccando su Dispositivi sarà possibile effettuare un confronto e, dopo aver selezionato query o pagine, visualizzare le differenze – per esempio dal punto di vista dei click o del CTR – così da scoprire quali sono i contenuti più visualizzati da cellulare o tablet e quali, al contrario, risultano più popolari per gli utenti che navigano da desktop. Questo può essere utile, per esempio, per effettuare una campagna pay per clic differenziando opportunamente i risultati da mostrare in base al dispositivo di connessione.

5.Come analizzare i risultati dopo un’attività di ottimizzazione on site o altri interventi sul sito: grazie al confronto tra intervalli di tempo, sarà possibile monitorare i risultati ottenuti in seguito ad interventi sul sito, per esempio dopo un’attività di ottimizzazione del sito o di link building. Mettendo a confronto i due periodi di nostro interesse potremo facilmente individuare flessioni sia in positivo che in negativo.

Questo articolo ti è piaciuto? Condividilo !

Image credits @Shutterstock 

Lascia la tua opinione

×